201603.13
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Da oggi le Dimissioni si danno online

Da oggi chi intende lasciare il lavoro dovrà comunicarlo in via telematica, autonomamente o con l’aiuto di soggetti abilitati.

La nuova procedura prevista dalla Riforma del Jobs Act ha lo scopo di contrastare il fenomeno delle cd. “dimissioni in bianco”. L’obbligo della procedura é previsto per le dimissioni e risoluzioni consensuali presentate dal 12 marzo 2016, con riferimento al “momento in cui si manifesta la volontà e non la decorrenza” delle dimissioni.

E’ opportuno ricordare che Vi sono alcuni casi di esclusione:

  • i rapporto di lavoro domestico (colf, badanti e babysitter);
  • dimissioni e risoluzioni presentate durante il periodo di prova;
  • dipendenti delle pubbliche amministrazioni;
  • quando é necessaria la “convalida” delle dimissioni e risoluzioni consensuali;
  • lavoratori del settore marittimo;
  • parasubordinati, quali co.co.co, associati in partecipazione, collaborazioni con Partite Iva, Professionisti senza cassa.
    A questo gruppo si aggiunge l’interruzione anticipata del tirocinio, in quanto non é rapporto di lavoro subordinato.

Dovrà effettua la nuova procedura online il lavoratore che presenta le proprie dimissioni per il raggiungimento dei requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia o anticipata.

E’ necessaria la Convalida, ovvero che le dimissioni siano ratificate dalla Direzione Territoriale del Lavoro competente nell’ipotesi di dimissioni presentate:

  1. dalla lavoratrice in stato di gravidanza;
  2. dai genitori durante i primi tre anni di vita del bambino;
    in tali ipotesi non deve essere utilizzata la nuova procedura online.

La procedura deve essere utilizzata nel caso di dimissioni che vengano presentate della lavoratrice durante il periodo che va dalla data di pubblicazione del matrimonio fino all’anno successivo alla sua celebrazione, periodo temporale durante il quale sussiste il divieto di licenziamento.

La nuova procedura che prende avvio da oggi, 12 marzo 2016, prevede due possibili modalità operative:

  • autonoma, ovvero il lavoratore procede per conto proprio;
  • rivolgendosi ad un soggetto abilitato.
    Nella seconda scelta possibile rivolgersi esclusivamente a sindacati, patronati, enti bilaterali, commissioni di certificazione di tutto il territorio nazionale.

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